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Che vuol dire Mongibello?
La maggior parte dei commenti riguardanti l’origine del termine Mongibello, secondo nome dell’Etna, convergono sulla scelta dei dominatori arabi in Sicilia (IX – XI sec. d.C.) di nominare il vulcano come “il monte dei monti” ovvero la “montagna per eccellenza”. Questo in funzione di una supposta attitudine degli arabi del tempo a mutuare termini “locali” (nella fattispecie il latino mons) e fonderli nel proprio lessico con parole arabe (ovvero gabal, montagna), ottenendo un rafforzativo frutto della reiterazione della parola montagna. In realtà le supposizioni devono fare i conti con le fonti letterarie, le quali ci raccontano un’altra storia. I viaggiatori arabi del XII e XIII sec. d.C. descrivono nelle proprie narrazioni la meraviglia suscitata dai fenomeni vulcanici dell’Etna ed essi, coerentemente con la più tipica toponomastica descrittiva araba, nominano il vulcano Gabal ‘an nâr, ovvero montagna di fuoco. Tanto Edrisi1 che Ibn Giubayr2 la chiamano in tal modo, e mai, a quanto pare, Mongibello. Le cronache dei viaggi di questi iportanti testimoni furono redatte praticamente alla conclusione della presenza araba in Sicilia, pertanto non si capisce perché sostenere che gli arabi chiamassero il vulcano Mons-gebel. Ad ogni modo, da qualche parte mons-gebel o Mongibello è saltato fuori, ma sicuramente dopo il XIII sec. d. C. Se proprio dobbiamo ragionare sull’origine del termine, preferiamo allontanarci dall’interpretazione della “montagna per eccellenza”, optando a favore di altre due ipotesi. La prima ha origine in seguito ad una semplice osservazione. Se anche fosse vera l’ipotesi della fusione del termine latino con quello arabo, chi scrive propende per un’altra lettura dell’eventuale “monte dei monti”. Chi conosce il vulcano sa bene che esso è caratterizzato dalle “diverse centinaia di ‘monti’ che contrassegnano le pendici dell’Etna attuale, ciascuno dei quali corrisponde ad un’eruzione, avvenuta in tempi preistorici e storici”3. E’ sufficiente infatti aprire una carta del Parco Regionale dell’Etna (ad esempio quella del Touring Club, scala 1:50000) e contare i rilievi posti all’interno della perimetrazione del Parco, e che hanno come nome comune la parola monte. Noi ne abbiamo contati ben 120, escludendo importanti rilievi come la Montagnola. Insomma il Monte Etna è davvero il monte dei monti, nel senso che percorrendone i territori non si può fare a meno di imbattersi, ascendere o aggirare i centinaia di rilievi (alcuni anche di altezze rilevanti) che vi sono disseminati. Se la toponomastica descrittiva araba era davvero così accurata, nominare un monte disseminato di mini-monti Mons-gebel potrebbe avere un senso. Una seconda ipotesi che spiegherebbe Mons-gebel potrebbe trovare una sua giustificazione nel modo di nominare il vulcano da parte delle popolazioni etnee nel presente. Infatti difficilmente l’Etna è chiamata così, quanto più spesso – soprattutto in dialetto – esso viene detto ‘a muntagna. E’ probabile che sia stato sempre chiamato la montagna, termine più semplice del sofisticato e tecnico “vulcano”; anche nel periodo romano e del basso medioevo (mons) e arabo (gabal). Come si sa, dopo la riconquista normanna la cultura araba riuscì malgrado tutto a resistere per parecchio tempo, e molte parole arabe sopravvissero fino ad oggi, restando a tutto titolo nel vocabolario e nella toponomastica siciliana. Non è quindi improbabile che le due parole abbiano convissuto per secoli, trovando infine una sovrapposizione o una fusione in Mongibello. Va detto che anche queste ipotesi, al pari della “montagna per eccellenza”, non hanno documenti storico-letterari che le supportino. La prima è frutto di una deduzione basata sull’osservazione (e sulla frequentazione) dell’orografia etnea. La seconda sulla curiosa abitudine delle popolazioni etnee di chiamare il proprio vulcano semplicemente ‘a muntagna. Il presente contributo vuole essere solo uno stimolo ad approfondire la ricerca sul tema del nome Mongibello, troppo frettolosamente ricondotto alla interpretazione della “montagna per eccellenza”: interpretazione che rende giustizia ad un evento geologico così straordinario, che non perderebbe la sua straordinarietà se le origini del proprio nome (il secondo nome, per essere più precisi) fossero ulteriormente studiate e chiarite.
Note 1 A ponente di questo paese [Aci] [si estolle] il monte chiamato Gabal ‘an nâr. Edrisi (Abû Abd Allâh Muhammad in ‘Abd Allâh ibn Idrîs) nasce a Ceuta (Marocco) intorno al 1099. Fu incaricato da Ruggiero II presso la corte palermitana di redigere un’accurata descrizione dei paesi mediterranei, che egli inizierà nel 1139 e il cui nome sarà Sollazzo per chi si diletta di girare il mondo ovvero Il libro di Ruggiero (da cui è tratta la citazione). Per approfondimenti: Ruta C. (a cura di) Viaggiatori arabi nella Sicilia medievale, Edi.bi.si. Ed., Siracusa 2001. 2 L’eccelso monte di quest’isola, che si addimanda Gabal ‘an nâr, [offre] quest’altra meraviglia, che certi anni n’esce un fuoco (in rivi) come l’inondazione di ‘Al CArim; il quale arde ogni cosa quando le passa vicino, e arrivato al mare, la sua schiena sorge sul pelo dell’acqua e poi si sommerge. Sia lode al Fattore per le meraviglie delle sue creature! Ibn Giubayr (Ibn Giubayr Abû Al-Husayn ibn Ahmad al-Kinânî) è un poeta andaluso, nato a Valenzia nel 1145. Sbarca in Sicilia nel 1184. La citazione appartiene al suo Viaggi del Kinânî. Per approfondimenti: Ruta C. (a cura di) Viaggiatori. 3 R. Cristofolini, Etna 1983: cronaca di un evento minore, Tringale Ed., Acireale 1984.
---------------------------------------------------------------------------------- AGGIORNAMENTO # 1 (01/10/2007)
Abbiamo discusso della questione con un utente della rete, Arabista83, autore di una interessantissima "guida alla cultura araba". Con il suo prezioso aiuto abbiamo tradotto due documenti che aggiungono alcune informazioni al ragionamento sull'origine del nome Mongibello, degne di riflessione.  Il primo rigurda la rappresentazione di Idrisi della Sicilia: infatti abbiamo potuto tradurre la dicitura che il viaggiatore assegna al vulcano Etna, questa volta non nel testo riportato nel libro di Carlo Ruta citato in nota, bensì in una carta riconducibile al viaggiatore: ebbene Arabista ci consiglia la traduzione con "giabal al-qad", ovvero se il verbo arabo "qada" sta per "comandare, dirigere", la dicitura potrebbe significare "montagna comandante" o anche "montagna principale".


Il secondo documento è la rappresentazione della Sicilia fatta da Piri Reis, viaggiatore turco del '500 che nel suo Kitāb-i bahriyyè inserisce importanti mappe e portolani del Mediterraneo. Piri - sempre secondo la traduzione di Arabista83 - nomina il vulcano "mon gibal", dove la parola "mon" difficilmente può assomigliare ad altro se non a "mons".
A questo punto vanno fatte almeno due considerazioni. La prima riguarda il doppio modo di Edrisi di nominare il vulcano: "Gabal ‘an nâr" nel testo del libro di Ruggiero e "giabal al-qad" nella carta che si dovrebbe trovare all'interno dello stesso libro (questo andrebbe verificato consultando il libro, il Kitāb Rugiār in nove tomi edito anche dall'Università degli studi di Napoli "L'Orientale"). Ebbene Idrisi chiama "montagna di fuoco" e "montagna principale" l'Etna, dove la seconda definizione potrebbe assomigliare alla montagna per eccellenza tanto affermata ma che certamente non è il mons-gebel che si vorrebbe assegnare agli arabi di Sicilia. Mon Gibal invece - e siamo alla seconda osservazione - è la dicitura di Piri Reis, che quindi trecentosessanta anni dopo Idrisi attesta un nome simile a Mons-gebel. Ecco che possiamo quindi stabilire un arco di tempo entro il quale, plausibilmente, il nome Mons-gebel ha le sue origini, ovvero tra il 1154 (data del Kitab di Idrisi) e il 1513 (data del Kitab di Piri). Se tutto il ragionamento dovesse filare, resterebbe da capire perchè Piri (o eventualmente i suoi predecessori) abbiano deciso di aggiungere quel "mon" a gibal. La carta di Piri Reis va studiata con attenzione, per cogliere altre eventuali "contaminazioni" tra il latino e l'arabo. Il viaggio continua.
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9/11/2007 |
| Author/Source: |
Ciccio |
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Ciccio |
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